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giovedì 13 febbraio 2014

CORTEO #NOCANAL 16 FEBBRAIO ORE 14

Domenica 16 febbraio prendiamoci cura del nostro futuro: NO alla Via d'Acqua di Expo 2015

Si parte alle ore 14, due ritrovi:
-Via Cancano (Baggio)
-M1 Bonola (Trenno)

E poi tutti assieme verso i cantieri della vergogna!


COS'E' LA VIA D'ACQUA?
E' un canale in cemento armato che collegherà il sito di Expo 2015 alla Darsena di Milano. A differenza di quanto era stato promesso non sarà navigabile e avrà una portata d'acqua limitata (2mc/s).

A COSA SERVE?
A non far allagare il sito di Expo 2015. L'acqua che uscirà dal sito finirà un po' nella Darsena e un po' nel parco Sud.

QUANTO COSTA?
L'intero tratto di 20 km costerà 89 milioni di euro. Si tratta di soldi pubblici messi dalla società Expo Spa di cui fanno parte Comune di Milano, Regione, Governo, Provincia e Camera di Commercio.


La Via d'Acqua passerà dentro al parco Cave, Bosco in Città, parco Pertini, parco Trenno. Rovinerà questi parchi creando barriere interne e portando nuovo cemento spruzzato con un po' d'acqua.
Il canale passerà su terreni inquinati che grazie ai poteri speciali di Expo non saranno bonificati.
Centinaia di alberi saranno abbattuti e i canali esistenti resteranno inutilizzati nonostante le proposte di riqualificazione dei tracciati esistente presentate fin dal 2009 da Italia Nostra e Politecnico di Milano. Ma Expo Spa e Comune di Milano hanno sempre fatto finta di nulla. E oggi dicono che il tempo stringe e il progetto non si può modificare. Risultato: le ruspe nei parchi.
Uno scempio in nome Expo 2015.

Tra alberi e ruspe noi sappiamo da che parte stare.
E tu?


venerdì 31 maggio 2013

domenica 28 aprile 2013

5 MAGGIO: PEDALATA CRITICA CONTRO LA "VIA D'ACQUA"


Si parte dalla Darsena e da Mazzo di Rho, e si arriva per le 16.30 a Boscoincittà dopo aver rappresentato gli scempi della Via d'Acqua lungo il percorso.

info: offtopic@autoproduzioni.net
noexpo@autistici.org

10 cose che non tihanno spiegato sulle #Vied’Acqua di Expo 2015

1) La Via d’acqua è una sola, si scrive quindi al singolare. Ostinarsi a nominarla “Vie d’acqua” al plurale evoca un immaginario (la Milano navigabile in salsa veneziana) scorretto, anzi, falso.

2) La Via d’acqua non sarà navigabile perchè scorre lungo la linea di massima pendenza del suolo. Il nodo non sono le risorse nè l’assurdo progetto ereditato dalla giunta Moratti ma l’orografia stessa del territorio che ospita la città di Milano.

3) La Via d’acqua è un’opera idraulica schematica che si giustifica con la necessità di convogliare nuovi metri cubi d’acqua nella zona del parco sud. Questa motivazione è come minimo ambigua per un paio di motivi: a) il naviglio grande porta oltre 50mq/sec e la Via d’acqua solo 2mq/sec, b) le acque del naviglio sono le stesse del Villoresi e si potrebbe ovviare alla fonte alle nuove esigenze invece di realizzare 20km di nuovo “secondario Villoresi”

4) Conseguentemente la Via d’Acqua NON è un’opera naturalistica, paesaggistica, orientata alla socialità. Anche nei (pochi) punti orientati alla pubblica fruizione, provate ad immaginare l’impatto di un’opera di 10m di sezione in un’area parco di soli 50m di ampiezza quale il Parco Pertini…con il conseguente abbattimento di giovani Robinie.

5) Il canale sarà in buona parte costituito di un alveo trapezoidale (a tratti rettangolare con sponda di cemento a vista) prestampato, arriverà ad occupare 8m si sezione (12m con le opere connesse) che si traducono in centinaia di ettari di consumo di suolo agricolo e di smarino.

6) La presenza di oltre venti tra tombini e sifoni, aiuta a comprendere quanto la Via d’Acqua sarà poco fruibile dai cittadini e vada protetta per evitare pericoli anche in aree di parco (si pensi all’impatto del deviatore Olona all’interno del Bosco in città).

7) Anche nelle sezione in cui al cemento si è preferito il manto bentonitico abbiamo a che fare con interventi di mitigazione piuttosto che di progettazione oculata. Nelle sezioni in cui la Via d’Acqua intreccia il reticolo irriguo agricolo. Inoltre il rischio di danneggiare il sistema storico del territorio residuale dei parchi agricoli resta altissimo.

8) In barba alla retorica della partecipazione, il progetto (pronto da mesi) non è reperebile (e così le sue mappe, le sezioni del canale..) sul sito di Expo 2015 né altrove, nonostante siano partiti da giorni le comunicazioni per espropri ed occupazione temporanea.

9) La Via d’Acqua e la risistemazione della Darsena dreneranno 200 milioni di risorse pubbliche rinunciando definitivamente alla messa in sicurezza ed alla valorizzazione del più antico manufatto dei navigli di Milano, d’Italia e d’Europa: la Conca di Viarenna.

10) Expo 2015, di cui la Via d’Acqua è colonna portante, è un fallimento annunciato ed una matrice di debito pubblico che avrà un costo complessivo di 10 miliardi di euro: 1,2 per il progetto Expo e la restante parte per le opere connesse di nuova infrastrutturazione.

p.s. Nella Milano che vorrebbe “nutrire il pianeta” e che ha fatto leva sui referedum per l’acqua bene comune, lo sperpero di risorse per la Via d’Acqua non poteva che accompagnarsi al paradosso della Torchiera (ancora) Senz’Acqua. Da vent’anni la storica cascina pubblica autogestita reclmata un diritto universale negato dal governo della città, ieri come oggi.

Evento facebook: https://www.facebook.com/events/572715686096048


mercoledì 30 maggio 2012

Banchetto M5S raccolta firme Quorum Zero e Più Democrazia

Sabato 2 giugno, dalle 10 alle 19, raccolta firme all'ingresso del Parco delle Cave in via Cancano, Milano.

I punti qualificanti della proposta di legge sono i seguenti:
- Quorum zero in tutti i referendum.
- Revoca degli eletti, che previa raccolta di un numero elevato di firme, possono essere sottoposti a votazione di revoca del mandato (come in California, Svizzera, Venezuela, Bolivia).
- Indennità dei parlamentari stabilita dai cittadini al momento del voto.
- Iniziativa di legge popolare a voto popolare (come in Svizzera), passa in parlamento, dove può essere accettata, rifiutata oppure generare una controproposta, ma poi viene votata dai cittadini).

L’obiettivo dell’Iniziativa Quorum Zero e Più Democrazia è togliere il quorum dai referendum e introdurre strumenti di democrazia diretta sperimentati, efficaci e normalmente utilizzati in diversi paesi del mondo (ad esempio in Svizzera, negli U.S.A, in Germania) come il referendum propositivo, il referendum confermativo, il referendum costituzionale, la revoca degli eletti, l’iniziativa popolare a voto popolare ed altri, dettagliati nei 18 articoli del progetto di legge.Raccolta di firme per introdurre gli strumenti di Democrazia Diretta in Italia.

Quorum Zero e Più Democrazia Day - sono giornate in cui daremo risalto nazionale all'iniziativa, tutti potranno aiutarci promuovendo le giornate tra i propri amici e contattando, attraverso il nostro sito, chi localmente sta già lavorando presso il proprio Comune per la realizzazione dei banchetti di raccolta firme.

Per maggiori dettagli sui contenuti della Proposta di Legge “Quorum Zero e Più Democrazia” potete visitare il blog della campagna (www.quorumzeropiudemocrazia.it) o il blog di Paolo Michelotto (http://www.paolomichelotto.it/blog/).


mercoledì 2 maggio 2012

27 maggio: banchetto "Rifiuti Zero" al Parco delle Cave


Domenica 27, dalle 10 alle 19, banchetto al Parco delle Cave (ingresso Via Cancano). Cliccando qui potete segnalare la vostra disponibilità a presenziare il banchetto.
Informeremo i cittadini su: cartoniadi, strategia "rifiuti zero", debito, tav, amianto, Attivamente e le azioni in Consiglio di Zona. Vi aspettiamo!